Questione macachi di Parma

La situazione sanitaria attuale ha bloccato ogni attività, in ogni ambito, ma noi continuiamo a seguire da vicino la vicenda della sperimentazione “lightup” di Parma. Con il nostro ufficio legale stiamo valutando le prossime azioni da attivare, indipendentemente dal risultato dell’udienza del Tar del 21 aprile p.v., sempre che non venga rinviata per la grave situazione del Covid_19.
Le domande che presentiamo al Ministero della Salute sono semplici: come stanno i macachi all’Università di Parma? Quali sono le loro condizioni psico-fisiche e sanitarie? Sono stati impiantati perni sulle loro teste? Chi controlla lo stato di salute dei macachi? E’ prevista una sospensione definitiva della sperimentazione, vista la grave situazione sanitaria ed economica in cui versa l’intero Paese?
A queste domande chiediamo risposte chiare ed inequivocabili, e valuteremo eventuali azioni legali da attivare in caso di mancata risposta.
Questa drammatica vicenda sanitaria dimostra ancora di più il totale fallimento della vivisezione (sperimentazione animale), che non ha mai dato risposte e soluzioni concrete e risolutive per la cura delle malattie umane, anzi, ne ha ritardato la soluzione. Ed anche in questa triste vicenda i vivisettori si erano subito proposti per trovare la cura risolutiva al coronavirus iniziando a sperimentare sui topi, ma la gran parte degli scienziati del mondo li ha sconfermati, giudicando inutile il loro tentativo di continuare ancora a lucrare sulla sofferenza degli animali, a discapito dell’intera comunità e delle risorse economiche pubbliche, che oggi sarebbero state utili per affrontare le emergenze sanitarie, invece di regalarle ai soliti macellai della falsa scienza.
Invitiamo tutte le associazioni a non abbassare la guardia sulla vicenda dei macachi di Parma e sulla vivisezione.

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